logoleft

Nelson Mandela

Il nostro eroe che ha cambiato il mondo:

Nelson Rolihlahla Mandela è nato il 18 luglio 1918 a Mvezo, un piccolo villaggio del Transkei. Questa meravigliosa regione del Sudafrica è nota oggi come Eastern Cape, una provincia il cui paesaggio si caratterizza per i dolci pendii delle colline, per i fiumi e i corsi d’acqua che scendono a valle e per le montagne del Drakensberg. Nelson Mandela, icona per antonomasia dell’impegno umanitario, fu il solo tra i suoi familiari a completare gli studi; per questo, sin dalla più tenera età, Madiba cominciò inconsapevolmente a prepararsi per svolgere il grande compito che il destino gli aveva riservato. Nel 1939 si iscrisse a Fort Hare (in quel tempo la sola università nera esistente in Sudafrica), dove incontrò alcuni degli amici che gli saranno vicini per tutta la vita nella sua lotta per la libertà.
Nel corso del suo praticantato presso uno studio legale di Johannesburg, Mandela ebbe modo di conoscere le insidie della politica, ma le difficoltà e i soprusi che un sudafricano nero si trovava ad affrontare quotidianamente lo indussero comunque ad agire, e soprattutto a reagire per combattere lo stato delle cose. Durante questo periodo Mandela visse combattuto tra il rimorso di causare sofferenze alla sua famiglia e la volontà di mettersi a disposizione del prossimo e lottare per i diritti di tutti: un atto, questo, di grande altruismo, che lo avrebbe ricompensato ben oltre le sue aspettative. Dopo anni di clandestinità, vissuta in Sudafrica e all’estero, Madiba fu condannato al carcere a vita per il suo coinvolgimento nell’opposizione politica. Nel noto processo di Rivonia, Nelson Mandela si dichiarò pronto a morire per le sue idee, per le quali aveva combattuto in tutti i 46 anni della sua vita, lottando contro la discriminazione tra bianchi e neri, per costruire la società del futuro, una società in cui tutti gli uomini sono uguali e vivono in armonia.
Quello che fu imprigionato a Robben Island era un giovane uomo arrabbiato per tutte le ingiustizie che lui ed il suo popolo avevano subito, ma quello che 27 anni dopo uscì dal carcere, finalmente libero, era un uomo nuovo, un uomo che aveva saputo perdonare. È innanzitutto la forza del perdono che fa di Nelson Mandela un eroe, un emblema universale: la sua capacità di superare le ingiustizie e le violenze del passato per impegnarsi a costruire una nazione nuova sulle ceneri di un paese diviso e contrapposto. Ed è questa la ragione per cui, 19 anni dopo le prime elezioni democratiche, ogni sudafricano cammina con fierezza sulla strada del Madiba-jive.
Sapevate che: 
George Friederic Handel è uno dei compositori di musica classica preferiti da Nelson Mandela.

Nelson Mandela, che tutto il mondo considera la più vera ed autentica icona del Sudafrica, è stato descritto come un uomo generoso, altruista e disinteressato, come l’uomo più tollerante e disponibile al perdono che sia mai esistito su questa terra. Lo ricordiamo anche per il suo personalissimo stile, il Madiba-jive, quasi un ‘marchio di fabbrica’ che rende inconfondibili ed amatissime le sue camicie variopinte.

Nelson Rolihlahla Mandela è nato il 18 luglio 1918 a Mvezo, un piccolo villaggio del Transkei. Questa meravigliosa regione del Sudafrica è nota oggi come Eastern Cape, una provincia il cui paesaggio si caratterizza per i dolci pendii delle colline, per i fiumi e i corsi d’acqua che scendono a valle e per le montagne del Drakensberg. Nelson Mandela, icona per antonomasia dell’impegno umanitario, fu il solo tra i suoi familiari a completare gli studi; per questo, sin dalla più tenera età, Madiba cominciò inconsapevolmente a prepararsi per svolgere il grande compito che il destino gli aveva riservato. Nel 1939 si iscrisse a Fort Hare (in quel tempo la sola università nera esistente in Sudafrica), dove incontrò alcuni degli amici che gli saranno vicini per tutta la vita nella sua lotta per la libertà.

Nel corso del suo praticantato presso uno studio legale di Johannesburg, Mandela ebbe modo di conoscere le insidie della politica, ma le difficoltà e i soprusi che un sudafricano nero si trovava ad affrontare quotidianamente lo indussero comunque ad agire, e soprattutto a reagire per combattere lo stato delle cose. Durante questo periodo Mandela visse combattuto tra il rimorso di causare sofferenze alla sua famiglia e la volontà di mettersi a disposizione del prossimo e lottare per i diritti di tutti: un atto, questo, di grande altruismo, che lo avrebbe ricompensato ben oltre le sue aspettative. Dopo anni di clandestinità, vissuta in Sudafrica e all’estero, Madiba fu condannato al carcere a vita per il suo coinvolgimento nell’opposizione politica. Nel noto processo di Rivonia, Nelson Mandela si dichiarò pronto a morire per le sue idee, per le quali aveva combattuto in tutti i 46 anni della sua vita, lottando contro la discriminazione tra bianchi e neri, per costruire la società del futuro, una società in cui tutti gli uomini sono uguali e vivono in armonia.

Quello che fu imprigionato a Robben Island era un giovane uomo arrabbiato per tutte le ingiustizie che lui ed il suo popolo avevano subito, ma quello che 27 anni dopo uscì dal carcere, finalmente libero, era un uomo nuovo, un uomo che aveva saputo perdonare. È innanzitutto la forza del perdono che fa di Nelson Mandela un eroe, un emblema universale: la sua capacità di superare le ingiustizie e le violenze del passato per impegnarsi a costruire una nazione nuova sulle ceneri di un paese diviso e contrapposto. Ed è questa la ragione per cui, 19 anni dopo le prime elezioni democratiche, ogni sudafricano cammina con fierezza sulla strada del Madiba-jive.

Sapevate che: 

George Friederic Handel è uno dei compositori di musica classica preferiti da Nelson Mandela.